Le due facce della luna

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il titolo è banale, una delle facce si sa che c’è ma mica la si vede

The Dark Side of the Moon, oltre ad un titolo a me caro, come a molti altri che “ci siamo cresciuti a pane e Pink Floyd”, rappresenta benissimo lo sfuggire del controllo razionale dell’animo umano. Il lato buio, quello che non si vede ma che, se si creano le condizioni ideali, ecco che è visibile, inusuale, così nuovo e misterioso ma prevedibile. È la luna!

La luna è abile, lei si che sa ruotare in modo corretto! Sincronia, ecco la parola chiave, non uscire dal ritmo, non sgarrare ed ecco che la parte buia non si vede. Non si vede ma… esiste.

È patetico, il dire senza dire, il fare senza fare, eppure così necessario… no non sei tu, non parlo di te. La sincronia dei pianeti della nostra piccola galassia ha subito un piccolo traballamento, niente paura.

La luna torna ad essere a spicchi e a sembrare che sorrida, lei ha tempo e aspetta, rivoluzione dopo rivoluzione senza mai sovvertire le indicazioni generali della Rivoluzione solare che la contiene.

Mi viene in mente una canzone di Guccini..

[…]E resto qui a aspettare che ritorni giorno
E devo dire, devo dire
Che sono forse troppo vecchio per capire
Che ho perso la mia mente in chissà quale abuso od ozio
O stan mutando gli astri nelle notti d’equinozio

O forse io, forse io
Ho sottovalutato questo nuovo dio
Lo leggo in me e nei segni che qualcosa sta cambiando
Ma è un debole presagio che non dice come e quando[…]

Chissà cosa avrà voluto dire…..

Forse sarebbero bastate delle foto più modeste, ho voluto strafare e metterci pure la firma…

[…] prendetevi le ghiande lasciatemi le ali […]

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