…e poi ti svegli…

La punteggiatura ha il suo perché, non la so usare bene, ma, ha il suo perché.

Mi si insegna che la comunicazione è fatta di anche di silenzi, sopratutto di silenzi.

Sono seduto davanti al PC con una serie di immagini che vorrei condividere, le ultime che ho scattato, le ultime, che non sono casuali ma costruite. In parte senza post-produzione, in parte con post-produzione massiccia.

Vorrei fare silenzio e lasciare parlare le immagini.

Sono immagini scattate qua e la, senza un ordine preciso, la ricerca di uno stratrail scopiazzato da qualcuno visto su Instagram, la ricerca di uno stile, di un equilibrio…. equilibrio? naaa non fa per me.

Passo dalle foto di edifici alle foto notturne immerso nel nulla. Mi piace sperimentare, provare se qualcosa sia fattibile o meno con le mie capacità.

La foto rimane, rimane in te che l’hai scattata, perché l’hai vista, vissuta e voluta. Ogni foto ha la sua storia così come ogni tempo passato ha le sue foto. Alcune le pubblico, altre le tengo in silenzio, fedele alle regole della comunicazione e della punteggiatura.

Alcune cose valgono solo tre puntini che possono essere completati a volontà, non perché il loro valore sia minore ma perché esprimersi non ha senso.

Faccio tutto ciò che faccio con passione, anche investire laddove è sbagliato, anche immaginare che la sveglia non suoni al mattino

Related posts

Leave a Comment